Evaristo Baschenis (1617-1677)


Oltre al valore artistico che Baschenis Evaristo Baschenis, Autoritrattoha indubbiamente nel campo della storia dell'arte, è inconfutabile che i suoi dipinti rappresentino una fonte per lo studio e la ricerca in ambito organologico e musicologico. Baschenis è un pittore della realtà musicale e i suoi strumenti appartengono al mondo che lo circonda. Gli strumenti raffigurati corrispondono esattamente a quelli esistenti nella pratica musicale: si pensi all'attività nella cappella di Santa Maria Maggiore a Bergamo, in cui si suonava il violino, il trombone, il cornetto, il liuto, la viola da braccio e il violone. Baschenis, quindi, raffigura strumenti che venivano normalmente impiegati in epoca cinque-seicentesca nell'area dell'Italia del nord.

click per aprire nuova finestraVale lo stesso discorso per altri tipi di strumenti, come la chitarra del liutaio veneziano Giorgio Sellas, imbracciata dal conte Agliardi nel "Trittico Agliardi", o il liuto del maestro padovano Michael Hartung, individuato dal marchio a fuoco sul corpo dello strumento. In conclusione non compaiono mai strumenti di fantasia, o d'aree storiche e geografiche lontane dai modelli italiani o veneti.


Noi non possiamo udire il suono degli strumenti dipinti da Baschenis, ma dal modo con cui essi sono stati accostati e combinati, possiamo dedurre che essi "suonano" la musica a lui contemporanea e illustrano quella che era la pratica musicale più in voga: l'affermazione della sonata e la realizzazione del basso continuo. Questa forma musicale apparve nei centri dell'Italia settentrionale e, fino attorno al 1650, fu coltivata particolarmente in quell'area; la prassi del "continuo" restò invece in auge per tutto il '700.


L'importanza di Baschenis è infine data dal gran numero di strumenti musicali rappresentati. Gli strumenti dipinti raccontano almeno due secoli di musica: vi sono, infatti, sia strumenti costruiti nella seconda metà del XVI secolo sia strumenti rimasti in uso, senza modifiche sostanziali, fino alla metà del '700. Tra viole, liuti, spinette, chitarre, flauti, bombarde, mandole, trombe e tromboni, in 128 quadri esaminati troviamo ben 694 strumenti musicali. Gli strumenti preferiti sono i liuti e arciliuti (147), le mandole (127) e i violini (116).

di Giorgio Ferraris, (copyright 2000. Pubblicato sul "Corriere della Sera", novembre 2000)

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